Trasgressione estetica
Era da almeno un paio d’anni che desideravo ardentemente che mi si rompessero gli occhiali, pur non facendo nulla affinché questo avvenisse. Non so in quale stato mentale mi trovassi quel giorno del 2004 nel quale avevo acquistato questo disgustoso paio di occhiali dalla montatura in simil-plastica pseudo trasparente (ingiallitasi nel giro di pochissimo), pesanti e dalle lenti troppo grandi per me che ho i lineamenti sottili. Boh, era estate, sarà stato un colpo di sole. Fatto sta che, per ragioni sia etiche che di risparmio, io non cambio mai un oggetto a meno che non sia ormai irrimediabilmente rotto e inutilizzabile; non a caso ho un cellulare che ha visto i natali il secolo scorso e anche se mi piacerebbe per esempio averne uno di quelli che scattano le foto… be’, mi sa che dovrò aspettare ancora per molto dato che questo vecchio “nonno” il suo lavoro lo svolge tuttora egregiamente. Ebbene, dicevo, dopo che per anni ho atteso inutilmente la rottura dei suddetti occhiali, lorsignori hanno deciso di piantarmi in asso esattamente quando mi auguravo invece che resistessero ancora, viste le spese da sostenere in questo periodo per la casa e considerando che al momento non ho un lavoro; domenica scorsa, quando li ho presi in mano per indossarli, mi si sono spezzati in due. Attimo di sgomento… ansia e sollievo represso… presto evolutisi in serena accettazione: «Eh eh, mi tocca comprare degli occhiali nuovi!».
Il problema è che, per quanto mi sia precipitata a scegliere i nuovi occhiali, tra l’ordinarli e l’entrarne in possesso sono trascorsi ben cinque giorni. Cinque giorni durante i quali ho girato in lungo e in largo per la città, incontrandomi con svariate persone, incrociando sguardi, chiedendo e dando informazioni, partecipando a riunioni, il tutto con il mio “bel” paio d’occhiali tenuti insieme da abbondante e assolutamente non camuffabile scotch! E siccome si erano spezzati nella “lunetta” (quel ponticello che sta sopra il naso) e neanche proprio a metà, ma in un modo per cui avevo da un lato quasi tutta la lunetta e dall’altro solo un mini-moncherino, questo scotch risultava essere non solo proprio in posizione centrale tra i miei occhi ma anche tutto avvolto in un modo storto e ingombrante, arrivando fino a metà di una lente. Notare inoltre che, da persona previdente quale sono, ho avuto l’accortezza di girare tutto il tempo con in borsa scotch e forbici, onde poter rinforzare o riattaccare i due spezzoni in qualunque luogo mi trovassi.
Niente e nessuno può fermare una miope nel suo bisogno di vivere le sue giornate come si deve.
Per fortuna non sono una di quelle persone che non escono di casa se non sono perfette, né mi importa molto di “quel che pensano gli altri”, ma vi assicuro che un minimo di disagio lo si prova a girare tutto il giorno conciati in quel modo! Soprattutto quando ti trovi per esempio a contatto con una dirigente di una prestigiosa Fondazione, sempre vestita e truccata in modo impeccabile e raffinato, che avrà almeno una decina di paia di occhiali di riserva e che ti fissa in modo sconvolto. In effetti non ho visto nessuno girare così, se non in qualche film o fumetto. La cosa più divertente è stata che i primi due giorni ero ossessionata da questo scotch, quindi cercavo di non guardare la gente troppo negli occhi, e se vedevo che qualcuno guardava i miei occhiali spiegavo sorridendo che stavo aspettando i nuovi; poi invece mi sono abituata a portare lo scotch e non ci facevo più caso, così mi comportavo come al solito, guardando le persone dritto in faccia, e se anche notavo un loro sguardo strano, mica mi veniva in mente che era per lo scotch! Me ne ricordavo solo dopo.
Stasera finalmente la tortura è finita e ho potuto ritirare i miei occhiali nuovi; costati, è il caso di dirlo, un occhio della testa, ma davvero belli: senza montatura, con lenti sottilissime tenute insieme da un filino argentato e due stanghette che non si vedono neanche: in pratica sembra di non avere gli occhiali, sono anche leggerissimi! Però… vi dirò… manca qualcosa… ah, sì, mi manca quel pizzicorino dello scotch sulla radice del naso! 
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), un comune mortale si chiede: se i soggetti a rischio devono assolutamente vaccinarsi, perché non ci sono i vaccini? Se c’è questo lassismo allora significa che non c’è poi tutta questa necessità di vaccinarsi anche se si è a rischio? Io penso che sia valida la seconda ipotesi, perché in caso contrario avremmo uno Stato che mette gravemente a rischio la salute di migliaia di suoi cittadini. Dunque perché ci ingannano? Cioè se non è affatto indispensabile, perché ce lo vogliono far fare e non ci lasciano in pace? (mio padre dice che non ci sono abbastanza scorte e non hanno il coraggio di dirlo…).