domenica, 28 novembre 2004
Spesso penso di vivere in modo inautentico, finto. Vivo come osservandomi dall'esterno, come se recitassi. Spesso non sono spontanea. A volte vedo la mia vita come qualcosa che scorre nonostante me, come se io fossi un fantasma. Inoltre il mio cuore ha subìto, negli ultimi anni, un devastante processo di desertificazione, è diventato arido. Solo da poco ho deciso di provare a porre un rimedio a tutto ciò, ed è molto difficile. Non è facile collezionare così tanti errori quanto quelli che ho commesso io nel corso degli anni, perdendo pezzi, soffrendo e facendo soffrire, sollevando polveroni per poi non concludere nulla. Non è stato per niente divertente. Eppure ho ancora qualcuno che mi vuole bene.
venerdì, 26 novembre 2004
Oggi ho sprecato quasi un'intera mattinata a fantasticare di appassionate quanto improbabili storie d'amore. Avevo un libro davanti a me e in effetti ne leggevo una frase ogni tanto, ma poi la mia fragile mente ripartiva per una romantica deviazione completamente improduttiva e anche preoccupante. Questa tendenza a fantasticare troppo mi accompagna fin dall'infanzia ma era del tutto scomparsa allorché mi innamorai del mio fidanzato, più di cinque anni or sono. Mi riusciva impossibile fantasticare di qualcuno che non fosse lui; ora invece ci riesco benissimo, anzi talvolta lo faccio anche quando sto con lui. Spero non sia un segnale preoccupante, nonostante le apparenze... d'altra parte i primi due anni di innamoramento avevo completamente dimenticato di avere un cervello, quindi forse significa che ora l'ho semplicemente riscoperto... vabbè, mettiamola così (chi mi conosce sa che sono un Asso nell'autoassolvermi...)!
giovedì, 25 novembre 2004
L'AMARA PILLOLA
E così ingoierò l'amara pillola. Avere un medico così incredibilmente sexy è una vera sfortuna: potrebbe convincermi a sottopormi a qualunque tortura solo obnubilandomi con quella sua espressione maschia e ipnotizzandomi con quella voce bassa e potente e incredibilmente calda e rassicurante. Peccato che probabilmente io per lui non sia altro che un intestino come tanti (malato, per giunta). E poi è un tipo collerico, un po' come me. Quasi ogni volta si infuria con la sua segretaria e i suoi collaboratori. Anche oggi, urlando come un forsennato, minacciava di licenziarli tutti ("Entro stasera vi sbatto tutti fuori") scaraventando sul tavolo pile di cartelle cliniche e percuotendo innocenti ante di mobiletti. Ecco, mi piacerebbe essere la sua segretaria e ricevere tali sfuriate. E così mi sono ritrovata fuori dall'ambulatorio con un sorriso ebete sul volto e una pessima notizia ricevuta, della cui portata mi sono resa conto solo dopo, quando, tornando a casa in bici, numerose sferzate di aria gelida hanno risvegliato la mia mente dal suo torpore da infatuamento. Dovrò prendere una schifosa medicina per qualche ANNO. Un immunosoppressore che, se da un lato mi proteggerà dall'infame morbo che mi ha colpito, dall'altro mi esporrà maggiormente ad altre potenziali malattie. E non ho scelta, non ho alternative, prendere o crepare. La malattia non è pluralista, non è democratica, è palesemente dispotica e totalitaria. Ma con un medico affascinante la si affronta meglio, mettiamola così.
giovedì, 25 novembre 2004
Noto che ci sono persone capaci di raccontare la propria anche banale vita come fosse un capolavoro. Io non ho voglia di fare questa fatica, sono già tanti, troppi, gli autoinganni di cui sono autrice e vittima. Tuttavia, potrà sembrare strano, ma è nelle situazioni in cui tutto precipita che io sono capace di ridere invece di maturare progetti suicidi. E non perché non mi renda conto della realtà, ma forse perché semplicemente l'inevitabile mi rende coraggiosa. Non so come spiegarlo, ma sono felice di vivere. Anche quando piango disperata. Anche quando mi taglio il braccio. Anche quando osservo l'abisso che mi sono creata. Qualche Fedele Amico ce l'ho. Un uomo che inspiegabilmente mi ama, pure. E da sabato ho una stupenda bicicletta nuova, azzurrina, con i cambi, a cui devo urgentemente trovare un nome, che ho già ampiamente rodato in questi giorni! E buone novità anche riguardo al lavoro...
martedì, 02 novembre 2004
Sono stanchissima, entro domani devo consegnare il lavoro e mi mancano ancora più di 30 pagine fitte fitte da tradurre. Prevedo una dannata notte in bianco e una giornata da zombie domani... per non parlare del fatto che sicuramente, data la stanchezza, farò un sacco di errori di cui non mi accorgerò neanche! E tutto perché il capo mi ha fissato una scadenza assurdamente ravvicinata quando non ce n'era alcun bisogno! Stavolta non è colpa mia, almeno, ma il risultato non cambia: ansante al traguardo (se non m'addormento prima!) e comunque insoddisfatta. Caffèèè, arrivooo!
martedì, 02 novembre 2004
Chissà come ricorderò, da vecchia, questi anni vissuti in modo strampalato e anche molto stupido. A volte penso che il passato serva semplicemente per farci desiderare un futuro. Sì, perché se no farei prima a spararmi.
lunedì, 01 novembre 2004
Ogni tanto mi sembra di vivere su un altro mondo! Gironzolando un po' tra i vari blog leggo molti resoconti sulle varie feste di Halloween cui evidentemente molti hanno partecipato. Halloween? Ma che festa è? Che c'entra qui in Italia? E' una festa tipicamente anglosassone e secondo me tale deve restare. Fino a qualche anno fa a nessuno qui importava niente di zucche e travestimenti. Ora invece comincia un assurdo battage pubblicitario già un mese prima e un sacco di ragazzi, come tanti pecoroni, festeggiano. Che cosa, non lo sanno neanche loro. Forse la morte dell'intelligenza. O forse è solo un'occasione in più per divertirsi e stare insieme, e sono io a essere troppo severa. Mah!