sabato, 19 marzo 2005
Mattina e pomeriggio trascorsi insieme alle amiche. Un tempo era normale passare ore insieme tutti i giorni, oggi è straordinario. Sfuggite alla bolgia brulicante per le vie del centro ci rifugiamo in un bar e sedute a un tavolino ci confidiamo sogni e angosce. Abbiamo quasi trent'anni e tutte un lavoro precario, nonostante lauree e buona volontà. I fidanzati, sì, ma nessuna voglia di viverci insieme (a parte me che però non ho più un fidanzato da un mese, nonostante lui non si sia ancora convinto di questa triste realtà. Riesco a parlarne con distacco, ci scherzo con le amiche, mi sembra strano, me ne sento sollevata nonostante un sottile senso di colpa sempre strisciante tra la mia voglia di ebbrezza). Breve parentesi sulla frustrazione crescente di un'amica comune che non ha ancora avuto una storia d'amore (è nostra coetanea). La difficoltà di perseguire un sogno, di individuarlo questo sogno da eleggere scopo della vita. Ma in fondo, dico io -e non è cinismo- il Sogno è un concetto borghese e individualistico, tutto il contrario di me. Cosa me ne faccio? Per me la vita è altro. Uscite dal bar non ritroviamo l'aria calda di due ore prima bensì un vento freddo e pungente, la luna e le stelle splendono limpide, torno a casa in bici e mi sento FELICE.
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domenica, 13 marzo 2005

Non mi va di vedere gente e invece mi aspetta una settimana di uscite serali. Non mi va di sprecare parole che una volta dette suonano inutili. E invece lo farò e so che farò bene perché isolarsi non è giusto. Io non troverò mai nessuno simile a me e non perché non esistano persone come me, ma perché sono dei poveri sfigati poco/per nulla appariscenti. Per fortuna domani torno a lezione, alle prese con la mia vita rinnovata. Mi sento una assassina perché da quando ho lasciato il mio fidanzato ho preso il volo, sono felice, mi sto costruendo una vita che mi soddisfa (non ci sarei mai riuscita se stessi ancora con lui) e invece lui si è inabissato, non ha uno straccio di vita, di speranza, mi sembra di stare costruendo la mia felicità al prezzo del suo dolore (un prezzo che paga solo lui) e mi dispiace, ma non posso tornare indietro.

Ora ho i capelli lunghi e anche questo è un segno. Lui mi "costringeva" ad andare in giro rapata e io, succube, obbedivo. Il giorno in cui ho cominciato a farmi crescere i capelli nonostante la sua disapprovazione avremmo dovuto capire che la situazione stava precipitando... lentamente ma inesorabilmente, al ritmo di crescita del suddetto bulbo. Quando mi guardo allo specchio finalmente mi vedo bella, mi sembra di essere di nuovo me stessa, vedo un viso sottile, dallo sguardo dolce ma vivace, quello sguardo che per tanto tempo ho perso e credevo di non avere più e invece è ancora qui. Alla fine ce l'ho fatta.

postato da: flalia alle ore 20:46 | Permalink | commenti | commenti (pop up)
categoria:io
venerdì, 04 marzo 2005

Tratto da: adab.splinder.com :

 Restiamo in tema di neonati.
Quanti trovati morti nei cassonetti? Anche solo in questi ultimissimi giorni. E quelli non trovati?
Io è da tempo che prima di buttar via il sacchetto dell’immondezza controllo dentro il cassonetto.

L'ho postato perché, nella sua disperazione, mi fa ridere.

postato da: flalia alle ore 15:48 | Permalink | commenti | commenti (pop up)
categoria:curiosità
venerdì, 04 marzo 2005

Gli avvenimenti degli ultimi mesi (la conversione, la malattia, aver lasciato il mio ragazzo) sono stati una specie di terremoto col quale ritengo conclusi i miei otto anni di giovinezza dissipata. Ora prevedo due anni di purgatorio (durante i quali dovrò sgobbare duramente) alla fine dei quali (se avrò sgobbato) mi aspetta spero una vita soddisfacente. Forse molte persone attorno a me non capiranno subito il senso delle mie scelte ma spero che sarà il tempo a dimostrare che avevo ragione. Comunque in pratica è la mia ultima chance, l'ultimo treno, non posso più sbagliare. Ma tutto ciò non mi spaventa. Anche se dieci anni fa la mia vita me la immaginavo tutta diversa. Comunque sono d'accordo con un'affermazione di Oriana Fallaci che ho sentito ieri in TV: "L'amore è un lavaggio del cervello" e, aggiungo io, stiamone alla larga.

postato da: flalia alle ore 15:32 | Permalink | commenti | commenti (pop up)
categoria:io
giovedì, 03 marzo 2005
 Oggi per la prima volta in tutta la mia vita mia madre mi ha capito. Non solo. Mi ha dato dei consigli e mi ha promesso il suo appoggio, anche economico, rispetto alle mie scelte. La mia vita si sta rivoluzionando ed è tutto molto esaltante! Lo strano è che ieri ho ricevuto una telefonata dal mio non-più-fidanzato, il quale, nonostante lo abbia chiaramente lasciato un mese esatto fa, era ancora convinto che stessimo insieme! E credo ne sia ancora convinto (nonostante gli abbia chiaramente ribadito il concetto).
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martedì, 01 marzo 2005

Stamattina ho visto un gatto morto. Era adagiato ai piedi di un albero, a lato della strada, su un cumulo di neve ghiacciata. Non sembrava ferito. Be', mi ha abbastanza impressionato. Qui a Bologna quando uno ha l'aria un po' mogia se si vuole fare i "simpatici" gli si chiede: "Ma che hai? Ti è morto il gatto?". Non era il mio gatto e inoltre non mi piacciono gli animali ma mi ha messo comunque tristezza. Il resto della giornata è stato poi ricco di sfighe varie. Insomma, per oggi non vedo l'ora di andare a dormire e "assentarmi" per qualche ora da questa valle di lacrime.

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categoria:camminando