Eccessi di distrazione
Ma come si fa a essere depressi se si vive in una succursale del circo? È praticamente impossibile!
Adesso vi racconto l’ultima: due giorni fa, mia sorella, in procinto di partire nuovamente per Nairobi, ha chiesto a mio padre di andarle a recuperare una videocassetta preziosissima, contenente suoi filmini d’infanzia, lasciata da nostra zia. L’ho sentita con le mie orecchie raccomandarsi fino allo sfinimento con mio padre affinché avesse cura di non perdere la videocassetta, non farla cadere, non dimenticarla chissà dove eccetera.
Se mai la mia famiglia aveva una certezza, in questi ultimi giorni così confusi e disordinati, questa consisteva nell’importanza di quella benedetta videocassetta.
Bene, mio padre, così ammaestrato, si è recato da mia zia, ha prelevato la videocassetta, è risalito in macchina e si è diretto verso casa.
A metà strada, fermo a un semaforo, ha sentito strombazzare al di sopra della sua testa: sollevato il capo e notato che i colpi di clacson provenivano da un furgone pieno di giovani militari sghignazzanti, i quali oltretutto si sbracciavano e lo chiamavano per attirare la sua attenzione, mio padre, credendo che lo stessero prendendo in giro, ha dapprima finto indifferenza. Ma dato che questi insistevano, ha deciso di approfondire la cosa. Uscito dall’automobile per interpretare meglio i segnali di quei ragazzi, cosa credete che abbia visto?
La preziosa videocassetta era appoggiata, in equilibrio ovviamente precario, sul tetto della macchina! Mio padre fino a quel momento aveva guidato (attraversando mezza città) con la sacra videocassetta in bilico sulla vettura, esposta ogni secondo al pericolo di cadere e sparire per sempre!
Evidentemente non era ancora giunto il suo momento, dato che se la videocassetta fosse andata persa in quel modo, mio padre non sarebbe sopravvissuto all’ira funesta della giovane figlia.
(Immagino anche la scena vista dalla posizione sopraelevata dei militari: un’automobile che avanza, in pieno traffico cittadino, con una videocassetta sul tetto! Lo credo che sghignazzavano!)
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