La grande farsa
[E io voto Rosy Bindi]
Ma perché, ogni volta che mi serve, non riesco a trovare la mia tessera elettorale se non dopo ricerche sempre più lunghe? Eppure la tengo sempre nello stesso cassetto, so che è lì, ma ogni volta quella sciagurata riottosa trova il modo di infilarsi sotto altri preziosi documenti e sapete dove si era rifugiata oggi, quell’impertinente? Sotto il mio salvadanaio delle elementari (cimelio conservato nel medesimo Cassetto delle Cose Importanti; un cubo di plastica verde con sopra la scritta: Cassa di Risparmio in Bologna. Ricordo ancora l’emozione che provai quando ce lo distribuirono a scuola, in prima elementare, per metterci dentro i nostri “risparmi”). Bene, recuperata la tessera, mi sono collegata col sito di quell’antipaticaccio di un Partito Democratico per sapere in quale cavolo di seggio io e i miei familiari dovremo recarci a votare (si vede che sono entusiasta, vero?). Clicca di qua, clicca di là, inserisci dati, attendi la risposta, ora so dove, domenica 14, passerò una piccola (spero) parte della mia vita, in coda assieme a tanti vecchietti entusiasti. Finora tutte le Primarie cui ho partecipato (qui le abbiamo fatte anche nello sciagurato 1999 per “eleggere” il candidato sindaco – o meglio, per ratificare la nomina della candidata implicitamente imposta - che poi perse clamorosamente contro Guazzaloca) sono state una grande occasione ricreativa per pensionati felici di rendersi utili votando o facendo votare.
Forse sembro disfattista, qualunquista o non so che ma, sinceramente, l’unico motivo che mi spinge a mettermi in coda col mio obolo da donare a una causa che sento mia solo idealmente ma non concretamente (per il modo in cui il tutto sta nascendo e si sta formando), l’unico motivo, dicevo, è votare Rosy Bindi. Se qualcuno me lo avesse detto qualche anno fa, l’avrei presa come una barzelletta. E invece, anche se sarà tutto vano, un po’ ci tengo. Non m’interessa un fico secco il partito di provenienza (Margherita e, prima, la famigerata DC), io scelgo la persona, che mi piace e che trovo molto più libera, coraggiosa e attenta alla solidarietà sociale degli altri candidati (compreso quello “imposto”). È una persona concreta, laica benché personalmente cattolica, e la trovo più “a sinistra” di tutti gli altri. Mi dispiace solo che non sia giovanissima (ha l’età di mia mamma) ma pazienza. Se devo votare Letta o Adinolfi solo per votare un “giovane”… be’, io non ragiono così.
Ma perché non ho voglia di votare? Perché mi sento presa in giro e considerata una stupida dagli organizzatori di queste democraticissime elezioni, nelle quali un candidato imperversa, pompatissimo, da anni su tutti i canali d’informazione mentre gli altri hanno scarsa o scarsissima visibilità. Ma scusate… anche volendo… chi è Adinolfi? Sui giornali è sempre inesorabilmente presentato come blogger. Vabbè, e poi? Cosa propone? Dovrei forse andarmi a cercare il suo blog? E gli elettori (per es. i famosi succitati pensionati, ma non solo loro) che non sanno neanche cosa sia un blog? E quell’altro, Gawronski, che ha pure un nome complicato? Qualcuno lo ha visto in giro a presentare un programma? E allora, cosa andiamo a votare? Solo perché poi i dirigenti del nuovo partito possano dire, fieri, che il partito nasce democraticamente, su libera elezione dei suoi elettori? Democrazia per me non è andare a segnare una crocetta, è ben altro. E questo altro non c’è stato. Credevo che questi fossero forse pensieri scemi di un’ignorante, poi poco fa su “Repubblica” ho letto un articolo del prof. Pasquino che dice esattamente queste stesse cose e anche lui, indeciso fino all’ultimo se andare a votare o no, alla fine voterà Bindi. E sono rimasta sorpresa anche dal fatto che l’unico giornalista italiano che realmente stimo e seguo, Gad Lerner, è addirittura candidato alle primarie nel collegio 1 di Milano proprio nella lista di Rosy Bindi. Questo non lo sapevo e mi ha fatto piacere.
Se vado a votare, quindi, è: per dire, col mio piccolo voto, che non siamo tutti fan di Veltroni (non morirò veltroniana); secondo: è da quando posso votare che voto per L’Ulivo (tra i cui candidati quasi sempre ho votato quelli DS). Ho sempre desiderato che potesse nascere ‘sto benedetto partito. Non vedo proprio cos’altro potrei votare, date le mie convinzioni di principio: non la destra liberista né la cosiddetta “estrema” sinistra infantil-narcisista (io la reputo così, spero nessuno si offenda). E quindi, andrò a votare.
Ma dovevo pur sfogarmi di questo malessere e così ho scritto questo noioso post (poveri voi se l’avete letto tutto!).
Se secondo voi ho scritto delle stupidaggini, ditemelo pure e tornerò a parlare di scemenze private. 
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