domenica, 23 dicembre 2007

Aggiornamenti

In questi giorni di assenza dal blog sono successe tante cose. Intanto, mi sono riposata per bene: studiando sodo, immergendomi in letture di piacere, ascoltando musica, cantando, passeggiando, scrivendo, godendo ogni tanto della compagnia di amici e tenendo il computer rigorosamente spento. Credo che il pc mi ricordi troppo il lavoro, accenderlo anche solo per venire sul blog mi dava la nausea e i crampi allo stomaco (non metaforici). Insomma: assenza giustificata...

La notizia più bella è che giovedì sera, dopo cinque mesi di assenza dal patrio suolo, è tornata la mia sorellina Linda, direttamente dal Kenya. E, notizia ancor più bella, è tornata felice, contenta, soddisfatta come raramente mi è capitato di vederla. Sono stati cinque mesi in cui si è trovata da sola ad affrontare situazioni di tutti i tipi, è riuscita a lavorare presso la redazione di un giornale keniota (ha una rubrica tutta sua che manterrà anche da qui) e soprattutto (squillino le trombe) era partita zitella ed è tornata fidanzata! Con un giornalista africano conosciuto proprio presso il giornale per cui ha lavorato. Ha già conosciuto tutta la sua numerosa famiglia e ha passato gli ultimi tempi ospite a casa sua. Che dire? I due fanno sul serio, lei è già pronta a fare la spola tra Italia e Kenya e siamo tutti felici (compreso mio padre, nonostante un semi-collasso iniziale, a notizia appena ricevuta).

Riguardo a me, dato che peggioravo di giorno in giorno e non riuscivo a contattare il mio medico specialista, ho optato alfine per un blitz in ospedale. Sono riuscita a farmi visitare al volo, a ricevere una giusta sgridata (dovrei fare gli esami del sangue ogni due mesi ed era da quasi un anno che li evitavo, stando bene…) più una terapia d’emergenza in attesa dei risultati degli esami. Mi sento meglio e ho già provveduto a recuperare i chili persi grazie all’aiuto di mia nonna che ha incentivato la sua già notevole produzione di tortellini e dolci (non sopporto quando mi si contano le costole a occhio nudo, grrr!). Ieri mattina sono andata a ordinare la torta per il mio festeggiamento di domani: una meringata con tanta panna e cioccolato.

Ieri non ho resistito e ho scartato in anticipo un regalo: un manuale per imparare a giocare a scacchi. Credo che domani o dopodomani riceverò anche una scacchiera perché è dall’estate scorsa che urlo ai quattro venti che voglio imparare a giocare a scacchi.

In questi giorni però mi sono sentita un po’ egoista; sto così bene a leggere e studiare che non mi dispiacerebbe poter passare tutta la vita così. A volte (anzi, spesso) preferisco restare a godermi la compagnia di un libro anziché uscire con amici. D’altra parte, sento anche il bisogno di condividere con altri ciò che leggo, penso, sono. Che senso avrebbe tenersi tutto dentro? In me c’è un lato solitario e intangibile e un altro amichevole e socievole. È una vera fatica riuscire a integrarli e infatti non credo di riuscirci molto, se non, spesso, forzandomi. Voi come ve la cavate con questo dissidio (se lo vivete)?

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sabato, 15 dicembre 2007

Lacrime di coccodrillo

coccodrillo

Alla fine è successo. Quando si tira troppo la corda, è inutile lamentarsi dopo. Tutto questo stupido e inutile stress che ho accumulato per mesi mi ha intossicata per bene e ora mi è esplosa una crisi; dovete sapere che ho una malattia cronica autoimmune che è scoppiata nell’estate 2004: in quell’occasione, ho ricevuto una diagnosi e una terapia dopo oltre un mese di dolori e febbre in seguito al quale ho trascorso tre settimane in ospedale. Dopo questo episodio, ho avuto una remissione completa durante la quale non ho mai avuto sintomi o problemi di alcun tipo ma ora, dopo mesi di ansia incontrollabile, eccomi di nuovo malata. Mi sento stupida. Non dico che sia colpa mia ma insomma, vale la pena di ammalarsi per cose tutto sommato meno importanti della salute? Secondo me no. Secondo me (lacrime di coccodrillo) avrei dovuto avere sempre presente l’abusato ma sempre valido motto: la salute prima di tutto! e avrei dovuto sapere rallentare e calmarmi anziché premere sull’acceleratore sentendomi sempre più nervosa… Chissà se mi servirà da lezione, anche se è difficile controllare l’ansia, quando viene (come si è capito da vari post precedenti a questo, io non ne sono capace e mi lascio proprio corrodere). La cosa più assurda è che ormai intravedevo le vacanze e la pace… proprio la prossima settimana avevo in programma di passare due o tre giorni di relax totale andando a trovare il mio amico e ora salta tutto. Grrr! Vabbe’, il lato positivo è che ora sono costretta a fermarmi e riposare e inoltre quando mi trovo giù invece di deprimermi mi aumenta la forza d’animo perché ho voglia di guarire e di vivere le mie meravigliose giornate (magari con un po’ meno fretta!). Inoltre, sapendo già quel che ho, basterà sottopormi alla cura d’emergenza, spero, senza rifare esami su esami perdendo tempo. E poi quelli che ho ora mi sembrano sintomi minimi rispetto allo choc di tre anni fa. Ora che sto male, forse potrò scrivere di più sul blog o forse di meno (spero non mi ricoverino, mi oppongo!!! ), in ogni caso non preoccupatevi perché… una parte di me non è troppo dispiaciuta di essersi ammalata e di potersi fermare. Inoltre proprio ieri, pur con febbre, pallida, smagrita, tremante per i brividi e la debolezza, sono riuscita a discutere una tesina per il seminario che ho frequentato e ne sono stata molto soddisfatta... Ho anche ricevuto tante parole d'amore e conforto e non so come dire: io mi voglio bene, pur malatina.

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