Incontrarsi
Quando, ormai undici mesi fa, ho iniziato a scrivere regolarmente sul blog, non credevo che a qualcuno sarebbe piaciuto leggere i miei piccoli tentativi di esprimermi, e neanche m’interessava. Ero reduce dal periodo peggiore della mia vita e volevo solo riconquistare me stessa (sarebbe troppo lungo e personale spiegare perché mi ero persa) e scrivere qui era solo uno dei mezzi per ricominciare. Poi piano piano ho cominciato a ricevere qualche commento e ad affezionarmi molto ai miei lettori. Moltissimo! Non capita raramente che, durante la mia giornata, qualcosa che vedo, leggo o vivo mi ricordi qualche blogger – amico cui la tal cosa è collegata. Però dentro me ho sempre considerato – e considero – il mondo dei blog come un qualcosa a sé, abitato da persone in carne e ossa, sì, dietro nickname e avatar – questo non lo dimentico mai – ma ognuno inglobato in un suo mondo personale e separato. Quando mi connetto a splinder e vedo per es. i miei amici online mi vien sempre alla mente l’immagine strana di persone sospese in una specie di vuoto e appese a un computer da un piccolo filo, tutte collegate contemporaneamente ma ognuna da sola (sembra un’immagine un po’ fredda e triste, vero?). Per questo, ho sempre avuto molti dubbi sull’incontrarsi nella realtà… forse ragiono un po’ per compartimenti stagni ma sono sempre stata molto diffidente su questo tipo di incontri, anche se non li rifiuto mai. Mi sembra che le cose dovrebbero restare divise e che ognuno dovrebbe restarsene dietro la propria tastiera.
Venerdì, però, ho passato un bellissimo pomeriggio con l’amica Lory e con suo marito Alessandro, che sono venuti a Bologna per una piccola gita. Non voglio raccontare troppi dettagli perché è una cosa nostra, ma volevo lo stesso scriverne un po’ perché mi sono sentita molto felice. Dapprima, da un lato non vedevo l’ora di conoscere Lory (perché è da tanto tempo che ci leggiamo/commentiamo sui blog), dall’altro ero un po’ preoccupata e spaventata (sono molto timida, all’inizio, quando conosco persone nuove). Per farvi capire il mio disastroso livello di timidezza vi dico solo che mentre sulla mia bici (la Scassona, che poi ho presentato a Lory) pedalavo verso il luogo dell’incontro, osservavo i passanti dicendomi cose tipo: Vedi queste persone? Ti fanno paura? No, sono normalissime, come te, cara Ilaria. Anche Lory e suo marito non saranno diversi, no? (lo so, è pietoso, ma son fatta così
).
Quando poi ci siamo incontrati, riconoscendoci subito, è stato tutto molto bello (be’, grazie al loro carattere molto affettuoso e simpatico). Mi sono improvvisata guida (un po’ scarsa, credo) della mia città, cercando di recuperare tutte le nozioni di Storia di Bologna studiate per anni a scuola. Abbiamo chiacchierato e ho potuto parlare al telefono anche con Laura, rimasta a Roma a lavorare. Ho anche ricevuto due regali: una marmellata di prugne fatta da Lory e La guerra dei sordi, il romanzo di Laura e Lory recentemente pubblicato (di cui potete trovare informazioni qui).
Man mano che parlavamo mi sembrava naturale essere insieme, come se ci conoscessimo da tempo. Forse non è poi una forzatura passare dal blog alla realtà, ma credo dipenda dalla persona, nel senso che Lory non mi è apparsa diversa dalla Lory che conosco tramite blog, e al tempo stesso era una persona concreta e luminosa, quella che avevo davanti, molto più ricca, e vera e piena di cose da dire, non certo un semplice blog materializzatosi davanti a me! Un arricchimento, dunque, l’incontro reale, quando si parte da buoni presupposti.
Alla fine, tornando a casa sulla mia bici, mi sono sentita molto felice e riconoscente per questo bel pomeriggio passato insieme.
Vi è capitato di conoscere dal vivo amici di blog? Cosa ne pensate di questi incontri? Favorevoli? Contrari?
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