sabato, 03 novembre 2007

Megalomania onirica

La notte scorsa ho avuto un sogno meraviglioso, da sbellicarsi dalle risate («grazie, Inconscio, ti sono veramente riconoscente e ti perdono per tutti gli incubi e le angosce che non manchi di donarmi!»).

Dovete sapere che mi muovevo per le strade semideserte di una Bologna di sogno – per l’appunto – circondata e gentilmente (e sottolineo gentilmente) inseguita da un numero incredibile di corteggiatori. A ogni angolo, appariva un nuovo spasimante. Dopo un po’ avanzavo leggera seguita da questo nugolo di pretendenti, ognuno dei quali cercava educatamente di attirare la mia attenzione, chi offrendomi dei fiori, chi sorridendo, chi parlando, chi porgendomi un bombolone (vi assicuro che non sto inventando niente)… E io, in tutto questo bailamme, cosa facevo? Pur lusingata, andavo alla ricerca del mio amato, che purtroppo non faceva parte della schiera di ammiratori ma se la stava spassando con una biondina slavata. E naturalmente io volevo lui, non uno dei cento che mi adoravano, chi in ginocchio, chi cantando una serenata, chi prostrato a terra con una mano sul cuore.
Alla fine, salita fino al suo appartamento, strappatolo alla biondina, conquistatone il cuore (il tutto nel giro di dieci secondi) e scesa con lui in strada, è scoppiata una sorta di accesa discussione tra i miei corteggiatori delusi. E mentre io mi ritiravo un po’ in disparte per ragionare sul da farsi, è sceso il silenzio e il portavoce ufficiale dei miei pretendenti (che, non chiedetemi perché dato che non lo so, aveva l’aspetto di Alemanno, il deputato di Alleanza Nazionale…) ha dichiarato solennemente che si arrendevano alla mia decisione e si ritiravano senza rancore, anzi felici per me. Io e il mio amato siamo così risaliti in camera a cuor leggero (e innamorato). E qui cala il sipario…

Come potete immaginare, mi sono svegliata non solo felice e sorridendo alla vita, ma proprio ridendo. Il fatto che i corteggiatori avessero un portavoce ufficiale mi fa morir dal ridere (come fa il nostro cervello a inventare certe cose?).
Adesso devo solo capire dove si nascondano di giorno questi corteggiatori…

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categoria:sogni
mercoledì, 11 luglio 2007

I sogni son desideri

        

Così più o meno pensava il dott. Freud, anche se non ho ben capito come la mettesse con la questione degli incubi, nella quale io, modestamente, sono un’esperta. Non solo sogno frequentemente di venire brutalmente uccisa dopo un’interminabile - e inutile – fuga (o anche mi sogno già direttamente morta, tanto per risparmiarmi il prologo) o di precipitare inspiegabilmente giù da ripidissime scale (alla fine della caduta muoio, ovviamente) ma – e vi assicuro che questo è peggio – ho anche un incubo ricorrente nel quale sogno Umberto Eco (per il quale anche da sveglia nutro un’esagerata e in fondo non del tutto motivata avversione intellettuale) che sottopone me e altri studenti a un quiz di cultura generale con domande difficilissime e spesso a trabocchetto (le domande sono davvero difficili, tanto che spesso, dopo essermi svegliata dal sogno e ripresa dallo shock, vado a consultare l’enciclopedia per vedere se ho risposto giusto o per approfondire l’argomento). Il problema è che in questo test l’unica a rispondere bene sono io, cosa che inorgoglisce il Professorone che aumenta progressivamente la difficoltà delle domande (la cosa diventa una sfida tra me e lui) e arriva a stimarmi tanto da minacciare di ricompensarmi con un esagerato affetto, diciamo così. L’incubo consiste non solo in questa minaccia ma nel mio dilemma: rispondere giusto (cosa che mi dà un’incredibile, smisurata soddisfazione, esponendomi però all’espansività compiaciuta del Pancione) o sbagliare apposta (salvandomi da lui ma umiliandomi e in più mentendo)? So che sembra una cosa da pazzi ma purtroppo non ho colpa se mi ci ritrovo in mezzo (e non ci vuole Freud per spiegarmi che questo sogno ha purtroppo molto a che vedere con il rapporto di amore terribile ma contrastato che ho sempre vissuto con mio padre, professore a sua volta – ma senza pancione - ).

Comunque, è vero, a volte i sogni esprimono davvero desideri, e inoltre c’è tutta un’attività onirica riparatrice alla quale sono molto grata. Un esempio semplicissimo e recente? Arrivata a Riccione sono andata subito in libreria (l’unica un po’ grande esistente in paese, ahimè) e ho avuto un mancamento trovando al suo posto una profumeria in fieri (non è ancora aperta, devono finire i lavori). Sgomento. E anche un pensiero: Ma… una profumeria su due piani, ognuno dei quali parecchio ampio? (tale era l’estensione della libreria) E, soprattutto, una nuova enorme profumeria che si affianca alle già numerose profumerie presenti nello stesso viale, nonché nei dintorni? (infatti dovete sapere che a Riccione, stranamente, c’è una densità di profumerie per km² superiore a quella di qualunque altra località, secondo me, considerando anche che siamo al mare). Cosa ce ne facciamo??!
Per fortuna mi sono poi accorta che la libreria non era completamente defunta ma era stata trasferita a qualche metro di distanza. Peccato che ora sia su un solo piano e non sia grande neanche un quarto rispetto a prima. Interi settori non esistono più, compreso quello dei remainders in cui gli anni scorsi ho fatto interessantissimi acquisti.
La sera a cena mio padre mi ha chiesto se avevo visto com’era stata ridotta la libreria. Anche lui era rimasto colpito dall’accaduto.
La notte cos’ho sognato? Che la libreria non solo non era stata trasferita ma era addirittura stata ampliata, era praticamente sconfinata e io mi ci perdevo a girarla tutta, ogni volta c’era una scala mobile che mi portava in un punto finora inesplorato.

Questo è quello che considero un sogno riparatore (un piccolo aggiustamento di errori o delusioni della realtà) e di tali sogni ne ho veramente molti, tanti quanti gli incubi.

Ecco un piccolo esempio della mia impegnativa attività onirica. E voi come siete messi? 

postato da: flalia alle ore 20:01 | Permalink | commenti (27) | commenti (27)(pop up)
categoria:sogni, riccione